Il 6 marzo DentroFuori Beer Shop spegne la prima candelina con festa

di Luca Priori

Il 6 marzo, DentroFuori Beer Shop (Via D. Morichini, 28 – Roma) compirà un anno con un evento stratosferico. Nato da un’idea di un gruppo di giovani imprenditori, guidati da Patrizio Melfa, e inserito all’interno del franchising DentroFuori, è il posto perfetto per degustare vari tipi di birra artigianale, provenienti da tutto il mondo. Dopo un anno di lavoro abbiamo intervistato il titolare Patrizio Melfa.

Ci presenti l’attività?

“Il concetto di Beer Shop è molto più ampio di come sembra: infatti il nostro locale non è soltanto un luogo dove degustare birra ma un vero e proprio punto di ritrovo per tantissimi ragazzi, grazie anche alla nostra vicinanza rispetto all’università de “La Sapienza”. Abbiamo numerosi clienti che sono studenti e studentesse fuori sede, pertanto DentroFuori Beer Shop è una seconda casa per loro: un posto dove poter trascorrere una serata con leggerezza e in compagnia gustando ovviamente le nostre birre”.

Per voi cosa è la birra?

“La birra è un prodotto che, almeno in Italia, è stato per molti anni sottovalutato. Da ormai qualche anno stanno emergendo centinaia di nuovi birrifici e le persone cominciano ad appassionarsi anche ai vari stili di birra. Ma al di là dell’aspetto più tecnico del prodotto possiamo dire che la birra è convivialità e amicizia. Quante volte si dice tra amici “andiamoci a prendere una birra”, questa frase è l’espressione dell’amicizia”.

Come definiresti il binomio composto dalla PINSA di DentroFuori e dalla birra?

“Il progetto DentroFuori è senza dubbio ambizioso con un occhio rivolto al futuro. La PINSA di DentroFuori, quella certificata e non le goffe imitazioni che si vedono in giro, è un prodotto buono e innovativo. Esso si sposa perfettamente con le esigenze delle persone e del mercato. Lo stesso possiamo dire per la birra: un prodotto che si sta evolvendo ultimamente, soprattutto in Italia e per questo calza a pennello con il progetto e con la PINSA di DentroFuori”.

Un bilancio di questo primo anno di attività?

“In molti mi dicevano che il primo anno di attività sarebbe stato il più duro: probabilmente è così. Automatizzare alcuni meccanismi organizzativi e guadagnare la fiducia della clientela sono gli step più ardui, mi sento tuttavia di dire che il lavoro di squadra paga sempre e per questo devo ringraziare i miei soci Mirko e Matteo Gobbetti con i quali condivido questa avventura”. 

Obiettivi futuri?

“Sicuramente nel mondo imprenditoriale occorre stare sempre al passo con i tempi e creare nuovi stimoli sia per se stessi che per i clienti. L’obiettivo primario è dunque quello di dare sempre qualcosa di nuovo e soprattutto speciale. Stiamo portando avanti una serie di appuntamenti, primo fra tutti il nostro primo anno di attività che festeggeremo il 6 marzo con un evento stratosferico. Ne seguiranno molti altri, che pubblicizzeremo ovviamente sui nostri canali social. Questo è solo l’inizio!”.